CONCORDIA:MOLTI DUBBI SULLA DEMOLIZIONE

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CONCORDIA:MOLTI DUBBI SULLA DEMOLIZIONE

Messaggio  ivanapi il Dom 10 Mar 2013, 21:44

Ma sondando nei corridoi dello shipping, parecchi sono i dubbi sulla fattibilità dell’operazione. I l primo problema è che l’area dove la “Concordia” dovrebbe essere ospitata, non esiste. Infatti per accogliere il relitto è necessario dragare il fondale 15-20 metri, e soprattutto costruire la banchina di approdo. Operazione che richiede un anno, nella migliore - e certo non più realistica - delle ipotesi. Come spiega Luciano Guerrieri, presidente dell’Autorità portuale di Piombino, la nuova banchina è inserita del Piano regolatore dell’area, approvato nel 2008. La trafila burocratica da allora è andata avanti, «la Valutazione d’impatto ambientale è stata superata e penso che l’opera potrà essere pronta nell’arco di un anno», anche se questo quasi sicuramente potrà avvenire dovendo attivare le procedure d’urgenza in capo alla Protezione civile: questo perché di solito per realizzare opere di questo genere i tempi non sono mai brevi, e i ricorsi (delle società escluse dalla gara d’appalto, degli ambientalisti ecc..) sempre in agguato.

Nel dettaglio - spiega Guerrieri - la banchina è lunga 340 metri, con un piazzale da 80 mila metri quadrati, e avrà una diga a protezione dello specchio acqueo. «I 150 milioni necessari per la realizzazione dell’opera, che comprendono anche una strada, sono già stanziati sulla base di un accordo di programma. Una volta compiuto lo smantellamento della “Concordia”, l’area sarà attrezzata per ospitare rinfusiere fino a 200 mila tonnellate di portata lorda, a servizio dell’acciaieria. Le risorse aggiuntive per “Concordia” saranno pochine pochine, è sicuro» dice Guerrieri. Secondo le ultime previsioni, la “Concordia” sarà raddrizzata e galleggiante per ottobre. Cosa succederà a quella data? La nave rimarrà al Giglio in attesa che a Piombino siano finiti dragaggi, tombamenti e diga foranea? Ma dove, se la nave, una volta sorretta dai famosi “cassoni” costruiti da Fincantieri, avrà un pescaggio di 18 metri? Finora, nessuno è in grado di rispondere. Clini sostiene la necessità di portare la nave a Piombino perperché è lo scalo più vicino al Giglio. Negli ambienti shipping nessuno osa contraddire il ministro, però si fa notare che forse il relitto sarebbe meglio portarlo in una struttura già esistente, piuttosto che lasciarlo a bagnomaria un altro inverno - con tutti i rischi ambientali che questo può comportare.

Per ora da Costa non commentano. La compagnia nei mesi scorsi aveva sondato alcuni cantieri per la demolizione della “Concordia”: Bisagno-Garrè in cordata con Saipem (le sovrastrutture della nave sarebbero state smantellate a Genova, lo scafo nel mega-bacino di Marsiglia); Fincantieri (che avrebbe impiegato il bacino di Palermo) e i cantieri turchi di Aliaga (che già si sono occupati della demolizione di “Costa Allegra”). A suo tempo vennero interpellati anche i cantieri Apuania, che tuttavia secondo rumors di settore, rifiutarono la commessa. Sinora, l’unica certezza di questa vicenda è il capolavoro politico del governatore toscano, Enrico Rossi: deciso sin dall’inizio a ottenere un “risarcimento” per il suo territorio sfregiato dal naufragio del Giglio, con la “Concordia” a Piombino otterrebbe una corsia preferenziale in grado di garantire lo sblocco dei finanziamenti per potenziane il porto, un’infrastruttura per rilanciare l’acciaieria Lucchini in difficoltà e la possibilità di impiegare forza lavoro della stessa Lucchini per demolire la nave, trasformandola in un grosso ammortizzatore sociale galleggiante.

Alberto Quarati
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